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Come ho raccontato piu’ volte (leggi la mia storia), mi sono avvicinato a questo sport solo pochi anni fa, ahimè, e piano pianGiovanni di Natale di supertenniso ho iniziato a conoscere tutto il circo mediatico che gira intorno al mondo tennis.

Ho scoperto che esisteva in Italia un canale televisivo, in chiaro e completamente gratuito, dedicato h24 al Tennis: SuperTennis Tv

Il palinsesto di questo canale televisivo comprende partite in diretta, partite storiche, interviste e approfondimenti.

Tra i protagonisti che ogni giorno lavorano in questa canale Tv c’e’ Giovanni di Natale,
caposervizio a SuperTennis TV.

Supertennis tv logo

Ecco la nostra intervista inedita a Giovanni di Natale.

 

Ciao Giovanni, di che ti occupi principalmente a SuperTennis? Dietro le quinte parlate anche di altro o solo di tennis?

Ehm… parlare con il Diavolo mette un po’ di pressione. A SuperTennis sono responsabile della redazione e coordino il lavoro editoriale, operando soprattutto dietro le quinte… e lì si parla di tutto, come in un normale gruppo di lavoro. Non siamo solo colleghi, siamo anche amici.

E’ noto che prediligi il tennis femminile a quello maschile, pensi che Serena Williams abbia segnato un cambiamento radicale in questo sport e che sara’ ricordata come la giocatrice piu’ grande di tutti i tempi?

Il tennis femminile mi piace, è vero. Ma non disdegno certo quello maschile. Una bella partita di tennis è legata agli interpreti in campo, e questo va oltre gonnellini o muscoli. Serena più grande di tutti i tempi? Non amo parlare di GOAT, sicuramente è stata la più grande degli ultimi 20 anni e ha portato ad una evoluzione del gioco. Penso che il merito più grande di Serena sia stato dimostrare che anche una supercampionessa può migliorare tecnicamente e fisicamente.

Si, ok Serana Williams, ma la nostra Roberta Vinci l’ha battuta! Per chi tifavi nella finale di New York del 2015 tra Roberta Vinci e Flavia Pennetta?

Tifavo per Alitalia, visto che il volo era in leggero ritardo… e infatti sono arrivato a Flushing a partita iniziata, ma in tempo per poter lavorare. E’ stato davvero incredibile vivere quel giorno.

La giocatrice di tennis del presente e futuro alla quale sei piu’ affezionato? Raccontaci il motivo.

Del presente Francesca Schiavone. Vivere il mio primo Slam a Parigi nel 2010 è stato fantastico e in quell’occasione ho avuto la fortuna di conoscere meglio Francesca. Penso che in quella circostanza il rapporto giocatore-giornalista sia stato travolto dalle emozioni che si vivevano. Quel Roland Garros è il suo… ma un po’ anche di tutti gli italiani che vissero i quindici giorni di Francesca. Da quel torneo mi è impossibile vedere Francesca solo come una giocatrice. Del futuro? Impossibile non voler bene alle giovani dell’Italia di Tathiana Garbin, sono tutte grandi lavoratrici e sempre con il sorriso. Spero tanto che riescano a realizzare i loro sogni.

“Avevi il poster di Pete Sampras” in cameretta; e’ stato, dal tuo punto di vista, il piu’ grande di tutti i tempi tra i giocatori non piu’ in attivita’?

No, decisamente no. E’ stato un grandissimo, ma non il più grande. Molto banalmente avevo il suo poster perché era un poster figo. Lui mi piaceva, ma non ero un fan accanito. Per intenderci, non copiavo i suoi colpi, né mi compravo le sue racchette. Ma tra lui e Agassi, all’epoca, tifavo per lui. Soprattutto dopo la Coppa Davis giocata a Palermo, quando ebbi modo di incrociarli entrambi. E Sampras si rivelò molto più disponibile rispetto ad Agassi, questo probabilmente fece la differenza. Non fu questione di gioco o risultati.

Qual e’ il tuo pensiero sul mancato ricambio generazionale mondiale che palesa ancora una manifesta superiorita’ di Nadal e Federer

Non è un mancato ricambio generazionale. Qui parliamo di due fenomeni fuori dall’ordinario. Il cambio generazionale è in corso ed è anche evidente, ma ancora i giocatori in crescita non hanno raggiunto il livello “fenomeno assoluto”, ma solo quello di “campione”. Se il cambio generazionale fosse solo legato ai numero 1, allora dovremmo anche pensare che ogni generazione di tennisti possa tirare fuori giocatori capaci di vincere 15 titoli Slam. E sinceramente non è pensabile, soprattutto perché ce lo insegna la storia. Abbiamo vissuto e stiamo vivendo un’epoca d’oro del tennis, ce ne accorgeremo tra dieci o venti anni.

Nonostante l’amore per il tennis, la mia prima passione da sempre e’ il calcio. Ho letto che sei un amante di fantacalcio: qual’e’ il nome della tua squadra e il tuo trio d’attacco nella fanta-formazione?

Che il Diavolo amasse il calcio più del tennis non lo sapevo, interessante. Io non gioco un fantacalcio, ma un DivinFantacalcio e non so se questo possa piacere al Diavolo. Il nostro è un gioco da pazzi e partecipo da oltre 15 anni. Noi non creiamo le squadre, né ci sono le aste classiche, il nostro è un gioco di ruolo in cui ci sono presidenti, allenatori e procuratori. Un mondo parallelo, insomma. Attualmente sono allenatore dell’Alpina Ces e l’ultima stagione è stata travagliata, siamo arrivati terzultimi in serie B, conquistando la salvezza solo all’ultima giornata. I nostri giocatori migliori? Lapadula (autore del gol salvezza) e Krunic. Per fortuna il presidente sta facendo operazioni in entrata, altrimenti il prossimo anno sarà dura.

Hai notato, da grande talent scout fantacalcistico, qualche giovane tennista italiana di cui presto sentiremo parlare?

Sono molto curioso di vedere che carriera farà Melania Delai. Ho conosciuto qualche tempo fa il coach Alessandro Bertoldero e sono con quanta passione e professionalità stiano lavorando da anni. E non mi sorprenderebbe sentire tra qualche anno il nome della toscana Anna Paradisi.

Domanda d’ obbligo: il tennis e’ veramente lo sport del diavolo?

Sì, perché porta il fuoco dentro. Un fuoco difficile da mandar via.

 

Emiliano Falcioni © produzione riservata
https://losportdeldiavolo.it/

 

Categorie: Curiosità

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